Nutrizionista

Estratto da “Guida salvalinea†del Dott. Raffaele Pastore
Diverse volte al giorno, il nostro organismo richiede un apporto di cibo per compensare l’energia consumata. Questo è il momento fatidico in cui si decide se le nostre scelte alimentari ci faranno introdurre più carburante (calorie) di quanto, poi, effettivamente siamo riusciti a consumarne.
È chiaro che in questo nostro tempo, in cui la sedentarietà impera tra adulti e bambini, l’aumento di peso rimane, forse, l’unico risultato possibile. Nel caso in cui, invece, si mangi meno del dovuto, l’organismo perde peso, utilizzando in un primo tempo le riserve di grasso e solo successivamente le masse muscolari.
È importante, quindi, che un regime alimentare sia sempre equilibrato. Diete drastiche con perdite eccessive di peso in tempi brevi possono creare alterazioni a livello metabolico ed ormonale, favorendo anche la perdita di massa magra, che è assolutamente da evitare, come il salire e scendere continuamente di peso. Questo evento, chiamato “effetto yo yoâ€, fa sì che anche tornando al peso iniziale ci si trovi aumentati di volume per aumento della massa grassa, con un peggioramento della silhouette. Milioni di persone si trovano oggi a condividere lo stesso problema: cercare di mantenere o raggiungere il proprio peso forma. È noto che nei Paesi occidentali più ricchi sono molto frequenti le disfunzioni legate all’alto tenore di vita, come sovrappeso e malattie metaboliche. L’obbiettivo principale di questa guida è quello di fornire uno strumento semplice e pratico per restituire vitalità e benessere, proponendo uno schema nutrizionale e delle indicazioni che permettano di ritrovare il proprio peso forma, senza particolari sofferenze.
Perché aumentiamo di peso?
Più del 40% degli Italiani ha problemi di peso: 2 Italiani su 5 dovrebbero dimagrire. Nei giovani, situazione simile: 3 ragazzi su 10 in età scolare sono in sovrappeso. Il peso in eccesso è tra i principali fattori di rischio per molte patologie invalidanti, malattie cardiovascolari (angina, infarto, ictus), diabete, ipertensione, dislipidemia (eccesso di grassi nel sangue), malattie del fegato, problemi respiratori, gotta ed anche la temuta sindrome metabolica, oggi al centro dell’attenzione del mondo medico. Con il termine “sindrome metabolica†vengono indicati da alcuni anni un gruppo di disturbi del metabolismo: ridotta tolleranza al glucosio e resistenza all’azione dell’insulina, peso corporeo eccessivo con elevata circonferenza addominale, pressione arteriosa elevata ed aumento di trigliceridi e colesterolo. Questa condizione, che è reversibile con la dieta e l’esercizio fisico, è considerata l’anticamera del diabete tipo II e, soprattutto, una grossa spinta verso le malattie cardiovascolari. È molto diffusa nella nostra popolazione (circa il 18% degli adulti) ed ha un fattore scatenante fondamentale: l’insulino–resistenza legata all’eccesso di massa grassa, per cui è ad essa che va indirizzata l’attenzione. La causa iniziale potrebbe essere un sovraccarico metabolico del fegato, dovuto all’eccesso alimentare, soprattutto di grassi animali. Questo determinerebbe un’appannamento delle funzioni delle cellule epatiche con la conseguenza di una maggiore disattivazione dell’insulina. Aiutare il fegato nel suo lavoro, assumendo rimedi naturali che ne favoriscano le funzioni può essere molto utile.
> A cura di DOTT. RAFFAELE PASTORE
Medico, nutrizionista, risiede a Jesi (AN) e lavora nelle Marche. Si interessa di nutrizione e di medicina naturale da più di venti anni. Autore di relazioni e comunicazioni scientifiche a congressi e convegni medici, ha tenuto seminari nelle Università di Ancona e Catania ed in molte altre città italiane. Docente in corsi di formazione per medici e farmacisti per diverse società scientifiche. Collabora con quotidiani e riviste medico–scientifiche.









